| Cos’è
il biochar?
Il biochar è un carbone vegetale che si ottiene per pirolisi di
diversi tipi di biomassa. Di particolare interesse risulta la sua produzione
a partire da scarti agricoli : potature, stoppie di mais o grano, lolla
di riso, mallo di mandorla, fogliame secco, ecc. La pirolisi permette
di ottenere dalla biomassa un gas (syngas) con un potere calorifico pari
al GPL che può essere utilizzato in processi produttivi che necessitino
di calore (es : essiccazione), riscaldare locali o essere trasformato
in energia elettrica.
Il sottoprodotto della pirolisi è il biochar (90% di carbonio)
che, se applicato sui suoli, è un potente ammendante. La sua alta
porosità permette infatti lo stoccaggio di acqua e elementi nutritivi
che restano più a lungo disponibili per le piante; migliora inoltre
la struttura del terreno e le sue proprietà meccaniche (Chan et
al., 2007). Diversi studi hanno dimostrato l’impatto positivo che
l’applicazione del biochar ha sulle rese agricole diminuendo il
fabbisogno di acqua e fertilizzanti (Nishio, 1996; Hoshi, 2001; Lehmann
et al., 2003; Yamato et al., 2006; Chan et al., 2007; Rondon et al., 2007).
La struttura aromatica del biochar permette a questo prodotto di non essere
degradato dai microrganismi del suolo e quindi di stoccare carbonio invece
che farlo tornare all’atmosfera sotto forma di CO2 come nel caso
del compost o dei falò di potature (Kuhlbusch et al., 1996; Lehmann
et al., 2002, Harris e Hill, 2007). Inoltre, secondo Yanai et al. (2007),
l’impiego di biochar sui terreni agricoli permette di diminuire
le emissioni di N2O dal suolo, gas a effetto serra con un Global Warming
Potential 296 volte maggiore della CO2 (IPCC, 2001).
Ne risulta che il biochar è l’unica tecnica di mitigazione
dei cambiamenti climatici che non sia solo carbon neutral, ma addirittura
carbon negative, ovvero sequestra più carbonio di quanto ne emetta
per produrre energia. Si stima che una fattoria di 250 ha che utilizzi
bio-char addizionato d'azoto sia in grado di sequestrare 1900 tonnellate
di Carbonio all’anno (http://www.biorenew.iastate.edu).
Ulteriori ricerche sono necessarie nel settore, ma i risultati fino ad
ora ottenuti sono positivi. In risposta il biochar è stato inserito
nell’agenda dei prossimi negoziati internazionali sui cambiamenti
climatici (COP 15, Copenhagen, dicembre 2009) come la più promettente
strategia di mitigazione del cambiamento climatico.
Questo permetterà, tra l’altro, la creazione di un commercio
internazionale regolamentato dalle Nazioni Unite di crediti di CO2 legati
all’impiego del biochar. Le imprese potranno compensare le loro
emissioni acquistando crediti di emissioni evitate grazie a questa nuova
tecnologia.
Parallelamente si sta sviluppando un mercato volontario sul quale anche
coloro che non hanno obblighi di riduzione di emissioni possono acquistare
crediti.
Documenti
Link stufe a pirolisi
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